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La radiazione solare ultravioletta: un rischio per i lavoratori all’aperto

29 Mag 2013 Rassegna Stampa

La radiazione solare ultravioletta deve essere considerata a tutti gli effetti un rischio di natura professionale per tutti i lavoratori che lavorano all’aperto (lavoratori outdoor), e
deve essere posto alla stregua di tutti gli altri rischi (chimici, fisici, biologici) presenti nell’ambiente di lavoro.

Pertanto il datore di lavoro, essendo tenuto a proteggere i lavoratori da tutti i rischi ed a garantire ai lavoratori un ambiente di lavoro salubre, deve mettere in atto tutte le misure di prevenzione disponibili per minimizzare questo rischio.

I vantaggi per l’azienda che derivano da una buona opera di prevenzione sono: la riduzione dei giorni di assenza dei lavoratori per ustioni solari; l’avere dei lavoratori in salute e bene informati; la riduzione del rischio per i lavoratori di tumori cutanei da lunga esposizione al sole.

I datori di lavoro ed i lavoratori devono impegnarsi insieme per cercare di ridurre l’esposizione al sole durante l’attività lavorativa.

Questo può essere ottenuto tramite un percorso che parte dalla valutazione del rischio di esposizione a radiazione solare ultravioletta effettuata per tutti quei compiti lavorativi che si svolgono all’aperto. Una volta valutato il rischio vanno valutate e messe in atto tutte le soluzioni applicabili per ridurre il rischio. Queste comprendono i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro (orari di lavoro, rotazione dei lavoratori, creazione di zone di ombra, ecc.), l’adozione di mezzi di protezione personali (cappelli, abiti, prodotti antisolari), l’informazione e la formazione dei lavoratori.

Questo manuale si pone come guida per il datore di lavoro ed il lavoratore nel percorso sopra indicato, al fine di facilitare il compito di assolvere gli adempimenti previsti dalla
normativa per migliorare la sicurezza e salute dei lavoratori outdoor.

Scarica il manuale in formato PDF.

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