Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali
Associazione Scientifica senza fini di lucro, fondata nel 1990 allo scopo di contribuire all'aggiornamento ed alla formazione permanente del dermatologo ambulatoriale.

Lettera aperta a Bruno Vespa

Gentilissimo Dr. Vespa, mi chiamo Domenico Piccolo e sono un medico Dermatologo, aquilano come lei.

Le scrivo per mio conto, ma anche in qualità di iscritto all'associazione, membro del direttivo, nonché prossimo Presidente dell'AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali), una delle maggiori associazioni di dermatologi nazionali, per esprimerLe tutto il mio disappunto per le dichiarazioni rese dall'esimio Prof. Morelli nel corso della trasmissione Porta a Porta del 29/05/2014, durante la quale lo stesso ha letteralmente inveìto contro la medicina estetica ed i medici che la praticano, definendoli, testuali parole, "Estetiste diventate medici".

Si tratta di affermazioni offensive direttamente nei confronti della categoria di medici chiamata in questione, ma indirettamente anche nei riguardi dei pazienti che a quei medici si affidano per trattamenti di medicina estetica.

Vorrei ricordare al celebre professore che ci sono psichiatri e psicoterapeuti di chiara fama, che potrei portarle tranquillamente in trasmissione, i quali riconoscono alla medicina estetica la funzione di rilevante ausilio terapeutico per tante persone (uomini e donne) che per svariati motivi, tra cui possono annoverarsi patologie, incidenti occorsi ecc.., hanno perduto coraggio e stima verso sé stesse.

Come si può demonizzare con tanta superficialità una pratica medica che supporta ed in qualche modo gratifica la persona nel difficile percorso della vita, tanto più ove si consideri che in questi ultimi anni di terribile crisi i trattamenti di medicina estetica non solo non sono diminuiti ma hanno addirittura subito un incremento? Davvero si può far passare il messaggio del collega Morelli, secondo il quale i pazienti dei medici estetici sono tutti pazzi sprovveduti che si sottopongono a trattamenti che minacciano l'identità della persona?

Il chiarissimo Prof. Morelli ha tuonato, con la proverbiale capacità comunicativa che lo contraddistingue, asserendo di essere abituato alla medicina che cura le persone e non alla futilità di una medicina "diversa" come quella estetica. A tal proposito, bisognerebbe stabilire in maniera definitiva se si condivide o meno il principio sancito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) secondo cui "la salute è l'assenza di qualsiasi disturbo sia fisico che psicologico". Se la risposta è affermativa, la medicina estetica è una branca con dignità identica alle altre, capace, in situazioni specifiche e opportunamente selezionate, di concorrere al raggiungimento dell'obiettivo del benessere psico-fisico della persona (ossia salute) combinandosi, in molti casi, con l'intervento di supporto psicologico di cui il Professore è esimio referente.

Avendo letto molti dei suoi libri, e apprezzando da tanti anni la sua discrezione e la sua capacità di porsi sempre nel modo giusto, da grande Giornalista del nostro tempo, sono certo che non vorrà negare il diritto sacrosanto di replica alle parole dell'Esimio professore, consentendo, a persone competenti ed informate, di esprimere ed argomentare la loro diversa posizione, facendo conoscere al suo vasto pubblico il punto di vista di chi, come me, pratica la medicina estetica da tanti anni senza sentirsi un medico di serie B e con estrema soddisfazione da parte dei tanti pazienti trattati.

Una nuova trasmissione sull'argomento sarebbe non solo il segno della Sua grande capacità di riportare al pubblico tutti gli aspetti della medicina estetica, ma sarebbe anche l'occasione per sviluppare un argomento di grande attualità: la necessità che i milioni di telespettatori che la seguono comprendano che non sono le metodiche applicate ad essere pericolose, né sono psicolabili coloro che si sottopongono ad interventi di medicina estetica. Il vero pericolo viepiù crescente di pari passo con l'aumentare della crisi economica che ci attanaglia, sono quelle categorie di medici o peggio non medici, quali ad esempio gli odontoiatri, che si buttano in questo settore per uno scopo meramente economico mettendo in pericolo i pazienti e togliendo dignità ad una specialità che la meriterebbe. Le chiedo Dr. Vespa, lei si farebbe devitalizzare un dente da me che sono un dermatologo?

Si dovrebbero mettere a confronto, a mio modesto parere, i medici maggiormente competenti ed abituati all'utilizzo di tali metodiche, quali dermatologi, chirurghi plastici e medici estetici qualificati, con medici improvvisati di altre branche per far capire ai vostri telespettatori perché si dovrebbero rivolgere in maniera più matura e consapevole ad una medicina estetica più sicura.

Ritengo che proprio una figura stimata ed equilibrata come lei si possa fare carico, rendendo un prezioso servizio a tante persone, di mettere ordine nelle poliedriche informazioni che riguardano questo settore, pregiudicato, forse più di altri, dalla circostanza che la legge lascia spazio a diversi orientamenti ed interpretazioni.

Non ho nulla di personale contro il Prof. Morelli, stimato e bravo professionista, ma ritengo che le sue affermazioni non siano state ben ponderate e che in quella trasmissione, in assoluta controtendenza rispetto alla seria impronta giornalistica che solitamente si riscontra nei programmi da Lei condotti, si sia fatto del qualunquismo.

La ringrazio anticipatamente se la sua redazione le farà leggere questa mia lettera aperta ed informale e resto a sua completa disposizione per qualsiasi eventuale chiarimento nel merito.

Cordiali saluti

Di Domenico Piccolo

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Commenti

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  • Fortunatamente non ho visto la trasmissione, condivido in pieno la pacata e articolata risposta di Domenico, spero che Vespa consenta una replica doverosa.
  • Caro Domenico,

    innanzitutto mi congratulo con te per il tuo prossimo incarico a Presidente dell'AIDA.

    D'altra parte vorrei dirti che io, da dermatologo, non mi sento ferito dalle parole del Dott. Morelli, direttore di prestigiose riviste quali Riza, Dimagrire e MenteCorpo, periodici che sicuramente lasceranno il segno nella storia della psicoterapia sensu lato al pari degli scritti di Freud, anche perché, appunto, non sono un medico estetico, quindi non sono "tirato in ballo".

    Il fatto, Domenico, è che ci dà fastidio quando altri ridacchiano e ci accomunano alle estetiste, solo perchè noi dermatologi siamo in grado di occuparci spesso con grande capacità anche del versante estetico della nostra professione. E' un piccolo prezzo che chi pratica la Regina delle Specialità, la nostra, deve pagare. Noi, che ci prendiamo cura di un organo superficiale, ma allo stesso tempo profondo, come potrebbe argomentare con maggiore enfasi il grandissimo Morelli...

    Per finire, e per ritornare alla medicina estetica: giù le mani dalla nostra specialità, guai agli improvvisati o ai transfughi da altre specialità!

    Questo compito di difesa delle mura dovrà essere oggetto dell'interesse di tutti noi e quindi anche tuo, Domenico, come Presidente di "una delle maggiori associazioni di dermatologi nazionali", come giustamente hai dichiarato al Dott. Vespa.

    Un abbraccio e in bocca al lupo
  • Caro Domenico,

    pur non praticando personalmente la medicina estetica (sai bene che il mio interesse va alla dermoscopia) non posso che essere pienamente d'accordo con quanto hai scritto al tuo illustre concittadino, sperando che ti dia lo spazio e l'opportunità che merita la nostra Associazione.

    Un abbraccio, a presto
  • Allora un rapido commento su questo Morelli: chi è? Uno che usa solo parole al posto dei fatti.

    Chi commenta è uno che ha una specialità in Dermatologia, Ematologia, Anatomia Patologica. Che venga a dirmelo personalmente se sono un'estetista.

    Il prossimo mese invierò la mia iscrizione all'associazione.
    • 08 settembre 2014 - 12:45
    • di Patrizio Cervellini
  • Cari amici,

    sono d'accordo con l'ultimo intervento di Valerio e favorevole alla rinascita ed al ruolo che dovrebbe avere Federderma (o comunque la si voglia chiamare).

    Credo anche che un modo per tutelare la dermatologia sia quello di aumentare le competenze e la professionalità di noi Dermatologi, ed in questo AIDA ha ed avrà un ruolo fondamentale.

    La guerra si fa anche e soprattutto sulla qualità professionale, ma forse qualche punto fermo, bisogna cominciare a metterlo.

    Un abbraccio, Marco.

    PS: penso che abbia ragione Domenico, spostare la discussione sul forum è fondamentale.
  • Bravo Marco. Questo è il posto dove dovremmo affrontare tutte le nostre problematiche.

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