Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali
Associazione Scientifica senza fini di lucro, fondata nel 1990 allo scopo di contribuire all'aggiornamento ed alla formazione permanente del dermatologo ambulatoriale.

Contestazione all'articolo Starbene 22 giugno 2015 numero 26

Alla cortese attenzione della Dott.ssa Monfreda Annalisa, Direttore del settimanale Starbene.

Le Società Italiane di Dermatologia:

  • ISPLAD (Società Italiana di Dermatologia Plastica, Rigenerativa e Oncologica), Presidente Andrea Romani
  • ADOI (Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani), Presidente Antonio Cristaudo
  • AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali), Presidente Domenico Piccolo
  • SIDCO (Società Italiana di Dermatologia Chirurgica e Oncologica), Presidente Giuseppe Zumiani

al fine di salvaguardare la salute dei lettori e ristabilire una corretta e veritiera informazione, evidenziano l'inattendibilità delle affermazioni fatte nell'articolo "Ho provato un nuovo metodo contro le occhiaie" pubblicato sul settimanale STARBENE del 22 Giugno 2015 N°26 pagine 56 e 57 (in allegato) e sul sito a questo link (schermata in allegato).

Si riportano alcuni stralci dell'articolo e relativi commenti:

  • "... una nuova tecnica che rivitalizza la zona utilizzando le cellule staminali estratte dal proprio tessuto adiposo"

    Commento: È improbabile che in un ambulatorio medico si possano estrarre cellule staminali dal tessuto adiposo senza adeguate e sofisticate attrezzature, utilizzati in centri specializzati.

  • "... in mezz'ora avevo fatto tutto."

    Commento: È inverosimile che possa essere aspirato del grasso, estrarre le cellule staminali, impiantarle sotto le palpebre... tutto in mezz'ora!

  • "... il risultato ottenuto dura più di 10 anni."

    Commento: Non esiste nessuna prova o casistica scientifica che possa avvalorare questa affermazione. Inoltre ciò presuppone che tale terapia si pratichi da molto più di 10 anni, ma dall'articolo si evince che si tratta di una metodica di recente attuazione. Pertanto è una dichiarazione falsa.

Le Società di Dermatologia ritengono le affermazioni riportate nell'articolo prive di ogni fondamento scientifico, non comprovate e non corrispondenti al vero. Il trattamento "pubblicizzato" non è attendibile.

    Il settimanale STARBENE apponendo una sorta di bollino di garanzia, rappresentato nel titolo dell'articolo "ho provato un nuovo metodo...", promuove tale trattamento come valido e sicuro assumendosi la co-responsabilità nei confronti dei lettori.

Le Società di Dermatologia ritengono che un giornale che si faccia portavoce di salute debba trasmettere e informare su corretti stili di vita, nuove cure e terapie, scientificamente riportate, descrivendone super partes benefici e pericoli.

Infine qualora un articolo venga pubblicato a fini pubblicitari (e a pagamento) sarebbe opportuno evidenziarlo, per una corretta informazione nei confronti del lettore.

Le Società Italiane di Dermatologia sottoscriventi, chiedono che il settimanale STARBENE si impegni ad informare i lettori rettificando l'articolo suddetto.

Questa lettera viene inviata per conoscenza all'ordine dei Medici e all'Ordine dei Giornalisti di Milano e Nazionale da cui si attende un riscontro.

Distinti saluti,

Dottor Andrea Romani, Presidente ISPLAD

Dottor Antonio Cristaudo, Presidente ADOI

Dottor Domenico Piccolo, Presidente AIDA

Dottor Giuseppe Zumiani, Presidente SIDCO

Di Domenico Piccolo

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Settimanale STARBENE °26
Settimanale STARBENE del 22 Giugno 2015 N°26, pagine 56 e 57
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Screenshot dell'articolo “Ho provato un nuovo metodo contro le occhiaie” pubblicato sul settimanale STARBENE del 22 GIUGNO 2015 N°26 e riportato online
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Commenti

Tutti i commenti sono moderati: può passare qualche tempo fra l'inserimento e la pubblicazione.

  • Non posso che concordare con l'iniziativa della nostra e delle altre Associazioni Dermatologiche verso queste forme di pubblicità ingannevoli che stanno proliferando in modo esponenziale su tutti i principali mezzi di informazione (sempre più spesso in rete); purtroppo visto l'andazzo dovremmo chiedere una rettifica un giorno sì e l'altro pure.

    Comunque sarebbe necessario che tutte le principali società, in primis la nostra, decidessero, auspicabilmente di comune accordo, di dotarsi di un codice di autoregolamentazione pubblicitaria, visto che l'OdM ormai da qualche anno sembra aver liberalizzato in modo troppo estensivo le norme in questione.

    Un caro saluto a tutti
    Franco Stocchi
  • Assolutamente d'accordo su tutto: sarebbe a questo punto il caso di pensare alla creazione di un "ufficio stampa", trasversale alle società dermatologiche, che possa prendere le difese contro simili attacchi sia in stampa che in video e che, come dice Franco Stocchi, possa anche formulare un codice di autoregolamentazione.

    Un cordiale saluto a tutti
    Diego Pini
  • La tecnica cui l'articolo fa riferimento è probabilmente quella del nanolipofilling autologo.

    Io mi sono occupato in collaborazione con Colleghi Chirurghi Plastici di lipofilling autologo nel trattamento di lesioni di morfea inattive e la procedura prevedeva la lipoaspirazione in sedazione, anestesia locale e anestesia tumescente sottocutanea in una sala operatoria con presenza di Anestesista, 2 Chirurghi, 2 Infermieri e 1 OSS.

    Il prelievo del grasso era seguito dalla sua centrifugazione in una piccola centrifuga per uso clinico a 3000 giri/minuto per 3 minuti, necessaria a separare gli adipociti e le cellule staminali mesenchimali di derivazione adiposa dagli altri componenti e il grasso purificato così ottenuto veniva iniettato a livello intradermico/sottocutaneo a livello della zona da trattare.

    Tutta la procedura aveva una durata variabile da 30 a 45 minuti. I pazienti venivano tenuti quindi in osservazione in regime di Day Surgery. Per una procedura che porti alla selezione delle sole cellule staminali mesenchimali di derivazione adiposa i tempi sarebbero certamente superiori.

    Non posso immaginare che una pratica del genere possa essere eseguita in sicurezza in un ambulatorio medico, credo sia una procedura che richieda un regime di Day Surgery. Le complicanze nei pazienti da noi trattati sono state pressoché nulle e credo che il corretto contesto, oltre che l'esperienza dei Colleghi Chirurghi Plastici sia stato determinante.
  • Cari colleghi,

    data l'ampia risonanza che un forum online inevitabilmente dà alla Vostra discussione (visibile a chiunque, medici come pazienti), desidero fare chiarezza sull'equivoco di cui siete vittime.

    Quello di cui state discutendo è un articolo giornalistico. E’ stato scritto grazie ad una intervista telefonica, e non ho mai incontrato di persona la giornalista che l’ha firmato. Peraltro, il termine “estrazione delle cellule staminali” non mi viene mai attribuito. Non faccio pubblicità su Mondadori, né - ovviamente - mai mi sono sognato di pagare uffici stampa per "facilitare" la pubblicazione dell’articolo.
    • 14 luglio 2015 - 13:03
    • di Mario Goisis
  • Cari colleghi, al fine di dimostravi la semplicità ed efficacia della metodica descritta nell’articolo, vi invito nel mio centro di Milano. Visioneremo insieme i controlli a distanza dal trattamento.

    Dal confronto con le foto pre con i risultati ad un anno o più, sono certo che converremo sul fatto che il grasso attecchito presumibilmente resterà in sede per 10 anni o più. In caso di residui dubbi, leggeremo la letteratura scientifica sul lipofilling, vecchia di oltre 15 anni, che ci confermerà le nostre osservazioni dirette. Infine, armati di un cronometro, potremo verificare di persona la durata del lipofilling con nanograft, dimostrandone i tempi di esecuzione inferiori a 30 minuti (per quanto poco significato possa avere), e prendendo atto di quanto sia semplice e rapido.

    Vi aggiungerete in tal modo ai tanti colleghi che hanno partecipato negli ultimi mesi ai corsi pratici che ho tenuto in prima persona a Parigi, Oslo, Praga, Pechino, Wuhan, Tang Shang, etc. Questi corsi si sono svolti in buona parte in salette chirurgiche ambulatoriali: proprio la semplicità della tecniche non ha suscitato alcuna critica da parte dei molti medici partecipanti.

    In alternativa, potrei partecipare ad una seduta di live surgery nei vostri meeting scientifici. Sarebbe, credo, un momento e luogo di confronto scientifico più consono del vostro blog.

    Pur nella differenza di opinioni, tutti siamo chiamati a garantire la dignità della nostra professione, mai facendo venire meno quello spirito di cordialità e colleganza che sempre dovrebbe informare le relazioni tra medici.
    • 14 luglio 2015 - 13:04
    • di Mario Goisis
  • Caro Serini,

    mi spiace che tu non possa immaginare che il lipofilling possa essere eseguito in sicurezza in un ambulatorio medico. Per fortuna le regioni hanno un parere diverso. Ad esempio la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE V n. 549 del 25 febbraio 2005 D.Lvo. n. 229/1999 _ D.G.R. n.2501/2004 sulla Chirurgia ambulatoriale in Struttura extraospedaliera autorizza l’Autoinnesto di tessuto adiposo autologo (lipofilling) abbinato a Lipoaspirazione purché non eccedente il 20% della superficie corporea totale ed il 3% del peso corporeo. La nostra tecnica, che richiede l’aspirazione di pochi cc di grasso, è quindi pienamente autorizzata in ambito ambulatoriale.

    Al contrario trovo poco opportuno il tuo commento, pubblicato su un blog visibile a tutti senza alcun filtro. Un paziente che lo leggesse potrebbe essere indotto a pensare che lavoro non in sicurezza e in un ambiente non idoneo.
    • 14 luglio 2015 - 13:05
    • di Mario Goisis
  • Nel mio commento mi riferisco alla pratica di cui io ho avuto esperienza diretta e per la quale, evidentemente, i requisiti erano quelli di un ricovero in Day Surgery (sarebbe stato irragionevole allocare tante risorse logistiche e di personale se se ne fosse potuto fare a meno). Probabilmente la pratica del nanolipofilling autologo è meno invasiva e rischiosa, se così è stato giudicato da delibera regionale sulla base delle evidenze scientifiche.

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